Il blocco e la bocciatura del Parco Nazionale del Locarnese

L'attività politica nel comune avanza e tra i vari progetti, da anni era nell'aria, inizia ad esserci fermento per la questione Parco Nazione del Locarnese (già bocciato dal Comune di Cevio nel maggio del 2009).

 

I partiti di maggioranza vedono solo opportunità e vantaggi, tanto da pensare che il tutto andasse spedito come una lettera alla posta e Maggia con il suo territorio ne entrasse a far parte.

 

L'UDC di Maggia, vigile e accorta sulla tematica, dopo attente valutazioni e studi delle ripercussioni sul territorio e sui propri cittadini, ha deciso di combattere questa adesione quasi scontata e tanto voluta e appoggiata da taluni, lanciando il 24 marzo 2014 una petizione, comunicando a mezzo stampa e organizzando serate di discussioni aperte a tutte.

 

Le sottoscrizioni alla petizione giorno dopo giorno aumentavano sempre piu e in neanche un mese avevano raggiunto un'adesione quasi inimmaginabile; fu cosi, che solo grazie alla nostra pronta reazione, si é riusciti a far desistere il Comune ad entrare nella fase 2 di studio avanzato del progetto del Parco Nazionale del Locarnese, e vista la sua fine, facendo risparmiare fior di quattrini del contribuente per un progetto fallimentare e megalomane non necessario alle nostra realtà rurale di Valle.

 

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Seguono:

- Testo petizione

- Comunicati stampa

 

Comunicato Stampa del 24 marzo 2014

 

L’UDC / SVP / Ex Agrari e la Lega di Maggia, lanciano la petizione per la raccolta delle firme contro l’adesione del Comune di Maggia al Parco Nazionale del Locarnese.

 

E’ stato siglato ieri l’accordo tra i due capigruppo in Consiglio Comunale, Simone Franceschini (UDC) e Aldo Pedroni, granconsigliere (Lega) per il lancio di una petizione aperta unicamente ai residenti di Maggia, sottoscritta e promossa anche da Agostini Ermes – Consigliere Comunale UDC SVP Ex Agrari e presidente distrettuale Vallemaggia; Daniele Bottoni – Consigliere Comunale LEGA; Roberto Flammini – Consigliere Comunale LEGA; Livio Guerra – Macellaio; Carlo Antognoli – Ristoratore; Valerio e Daniela Leoni – Studio d’architettura; Alessio Pezzali – Carrozziere; il cui intento è quello di scongiurare l’adesione del comune al Parco Nazionale del Locarnese.

 

I rappresentanti introducono le proprie motivazioni, descrivendo e indicando che  sono ben coscienti che nel territorio della Vallemaggia e del suo bacino imbrifero, trova posto una grande varietà di fauna e di flora, che in altri posti della Svizzera non si trova, facendo così della stessa una zona unica. Ma anche se, viste queste caratteristiche, risulterebbe palese e scontato che la valle dovrebbe diventare parco nazionale, va ricordato che queste specie, in altri parchi e zone protette della Svizzera, si sono estinte proprio a causa delle peculiarità legate all’interazione dell’uomo con queste. Inoltre si ricorda che la Valle Maggia è già protetta! Grazie al decreto dell‘11 novembre 2011 del Consiglio di Stato per la protezione delle golene della Valle Maggia, il cui scopo è quello di „assicurare un’adeguata gestione delle attività umane per garantire la conservazione del territorio”. 

 

Si richiamano le varie proibizioni legate al Parco Nazionale, tra cui spiccano i divieti di: abbandonare i sentieri marcati, disperdere i rifiuti, asportare oggetti naturali (animali, piante, legna, pietre) – divieto di caccia e pesca, di condurre cani (neanche al guinzaglio), di praticare sport invernali, andare in bicicletta o su apparecchi volanti (divieto dell’utilizzo di elicotteri per raggiungere le nostre cascine), divieto di fare il bagno in fiumi o laghi, accendere fuochi, pernottare, modificare la natura (divieto di attività agricole),… tutti divieti descritti nell’articolo 17 della relativa Ordinanza federale sui parchi di rilevanza nazionale, che è vincolante e senza possibilità di eccezioni o deroghe e in completo contrasto con le tradizioni locali e il turismo che raggiunge la nostra valle. Inoltre va ricordato che allo stato attuale, poco meno dei ¾ della superficie del parco sarà zona rossa.

 

In conclusione, i firmatari ritengono che l‘idea del Parco nazionale del Locarnese sia nata non dall’esigenza di risolvere un problema, ma da un concorso per la costituzione di un parco, non importa dove.

 

Un parco nazionale, per sua natura, pone pesanti vincoli al territorio e ostacola la vita normale agli abitanti, ma non solo: impedisce pure la possibilità da parte delle autorità di intervenire sul territorio, divenendo, di fatto, di proprietà e gestione della Confederazione.

 

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TESTO DELLA PETIZIONE

 

 

NO al Parco Nazionale del Locarnese!!

 

Firma anche tu la nostra petizione per salvaguardare la tua libertà

 

I progetti per la presentazione di candidature per la creazione di un secondo parco nazionale, è legato a un concorso indetto da “Pro Natura”, la quale premia il miglior progetto con una somma di 1 milione di franchi!! Da qui è nata la corsa all’oro, con la creazione di vari comitati promotori, tra cui, in Ticino, il Parc Adula e, appunto, il parco nazionale del Locarnese, i quali hanno già beneficiato di un premio pari a CHF 200’000.

 

Ecco le prime perplessità, sottolineata dalla concorrenzialità tra i due progetti, dei quali uno dovrà poi lasciare il posto all’altro.

 

 

La valle della Maggia e del suo bacino imbrifero, è una valle alluvionale lunga 50 km, percorsa dal fiume omonimo con valli laterali a diramazione, dove trova posto una grande varietà di fauna (anfibi: 4 specie, rettili: 10 specie (11 in TI), insetti: 126 specie di farfalle (160 in TI), libellule, mammiferi: 51 specie, uccelli: 64 nidificatori tra cui un ospite speciale: l‘uccellino Piro-Piro) e di flora (600 specie di piante tra le quali ¼ della flora svizzera minacciata e

9 a rischio di estinzione). Flora e fauna che in altri posti della Svizzera non si trova, facendo così della Valle Maggia una zona unica. Visto quanto sopra, risulterebbe palese e scontato che la valle dovrebbe diventare parco nazionale. Invece no!! Perché queste specie, in altri parchi e zone protette della Svizzera, si sono estinte proprio a causa delle peculiarità legate all’interazione dell’uomo con queste, ma anche perché la Valle Maggia è già protetta!

 

Grazie al decreto dell‘11 novembre 2011 del Consiglio di Stato per la protezione delle golene della Valle Maggia, il cui scopo è quello di „assicurare un’adeguata gestione delle attività umane per garantire la conservazione del territorio”.

 

 

E lo scopo del Parco nazionale quale è? La protezione completa del territorio per conservarlo;

 

 

Ma la Valle Maggia ne ha bisogno? Come si attua la conservazione? Attraverso vincoli e divieti!!

 

Quali: abbandonare i sentieri marcati, disperdere i rifiuti, asportare oggetti naturali (animali, piante, legna, pietre) – divieto di caccia e pesca, di condurre cani (neanche al guinzaglio), di praticare sport invernali, andare in bicicletta o su apparecchi volanti (divieto dell’utilizzo di elicotteri per raggiungere le nostre cascine), divieto di fare il bagno in fiumi o laghi, accendere fuochi, pernottare, modificare la natura (divieto di attività agricole),… tutti divieti descritti nell’articolo 17 della relativa Ordinanza federale sui parchi di rilevanza nazionale, che è vincolante e senza possibilità di eccezioni o deroghe!!

 

Quindi sarà ancora possibile di viverci all’interno?

 

 

Ma perché si è giunti solo nel corso della Fase 2 a chiedere al comune di Maggia una sua adesione e partecipazione al progetto del Parco nazionale?

 

L‘imprevisto del maggio 2009 ha costretto il progetto del parco a una prima cura dimagrante… il popolo e il CC di Cevio e Cerentino hanno rifiutato l‘adesione, il parco ha perso così 171.6 Kmq, rimanendogli una superficie disponibile di 146.75 Kmq, di cui solo 118.15 contigui!

 

Il comitato promotore ha reagito, coinvolgendo i seguenti comuni del distretto di Locarno: Terre di Pedemonte, Losone, Ronco e Brissago e recuperando così 43.97 kmq; ma la superficie è ancora spezzettata!! Da qui nasce la necessità del progetto di coinvolgere altri comuni, quali Maggia e Avegno-Gordevio, con lo scopo di unificare la superficie, ma anche perché la superficie centrale del parco deve avere come minimo 75 kmq contigui; questo significa che allo stato attuale poco meno dei 3/4 saranno zona rossa.

 

In conclusione, riteniamo che l‘idea del Parco nazionale del Locarnese sia nata non dall’esigenza di risolvere un problema, ma da un concorso per la costituzione di un parco, non importa dove.

 

Un parco nazionale, per sua natura, pone pesanti vincoli al territorio e ostacola la vita normale agli abitanti, ma non solo: impedisce pure la possibilità da parte delle autorità di intervenire sul territorio, divenendo, di fatto, di proprietà e gestione della Confederazione.

 

La Valle Maggia non ha bisogno di essere trasformata in Parco nazionale e museo per i turisti della città.

 

Senza il territorio di Maggia, il Parco nazionale del Locarnese rischia di perdere il concorso contro il Parco dell‘Adula, … tralasciando altri argomenti di carattere finanziario, non riteniamo quindi opportuna una nostra adesione!!

 

 

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Comunicato Stampa del 30 aprile 2014

 

Perché noi i mirtilli continueremo a raccoglierli e a mangiarli

MAGGIA: Soddisfatti UDC e Lega alla notizia di rinuncia all’entrata nel Parco Nazionale da parte del Municipio

 

 

E’ con grande soddisfazione che i gruppi UDC / SVP / Ex Agrari e Lega di Maggia prendono atto della notizia apparsa oggi sui quotidiani, della rinuncia da parte del Municipio all’adesione al progetto di Parco Nazionale del Locarnese.

 

Molto probabilmente la decisione sarà maturata dal fatto che alle domande poste dai gruppi e dai patriziati più di un anno fa, non è ancora giunta alcuna risposta; o magari perché i promotori parlano unicamente di vantaggi e ristorni basati solo su congetture e su nessuna base concreta di calcolo. Sicuramente però, un gran peso l’avrà data la petizione lanciata da UDC e Lega contro l’adesione al Parco Nazionale, la quale ha raccolto un enorme consenso tra la popolazione. E’ grazie ai due gruppi politici, i quali già in Consiglio Comunale e in altre occasioni si sono subito dichiarati contrari all’entrata in materia del progetto, rispetto agli altri presenti nel comune che paventavano solo vantaggi e occasioni

 

Con il lancio della citata petizione, è stato portato il discorso a livello di popolazione, la quale ha prontamente risposto dicendo no, come a suo tempo ha fatto la popolazione di Cevio. Per i rappresentanti dei due partiti questa segna una vittoria, perché il Municipio ha seguito quanto sostenuto dalle minoranze partitiche presenti nel comune.